Calcolo Interessi Bancari

Calcolo Interessi Bancari
La banca presta denaro, dietro il pagamento degli interessi sulla somma erogata e raccoglie denaro dai risparmiatori, offrendo loro un interesse. Prestare attenzione al calcolo dell’anatocismo, che fino ad oggi ha fatto maturare a scadenza trimestrale gli interessi sugli interessi, in favore della banca, nel rapporto con il cliente-debitore.

La banca offre denaro dietro un compenso, quale remunerazione per la sua attività di finanziamento. In questo caso, le sono dovuti gli interessi, che maturano periodicamente sul capitale che ha prestato, e per essa rappresentano una voce “attiva” del suo bilancio, pertanto, vengono anche definiti interessi attivi (passivi per il debitore).

Lo stesso ragionamento, ma a parti inverse, avviene quando siamo noi a portare il denaro in banca, sotto forma di deposito a risparmio. In questo caso, è la banca che ci paga gli interessi, come ricompensa per il sacrificio che abbiamo compiuto, privandoci della disponibilità di liquidi.

In questa situazione, per la banca si tratta di interessi passivi, mentre per il risparmiatore-cliente di interessi attivi.
Il calcolo degli interessi prevede la spiegazione tecnica del cosiddetto anatocismo bancario, oggetto di una dura e disputa decennale tra consumatori e banche, in sede giudiziaria.

In sostanza, è uso in Italia maturare gli interessi in favore della banca (passivi per il cliente, sul denaro prestatigli), a cadenza trimestrale. Ciò significa, che il tasso di interesse viene maturato ogni tre mesi, per cui la banca applicherà per il periodo successivo alla chiusura trimestrale gli interessi sul montante costituito da capitale + interessi maturati.

Facciamo un esempio: se la banca presta a tizio 1000 euro, al tasso annuo del 10%, poniamo l’1 gennaio del 2011, già al 31 marzo, essa applicherà sul prestito gli interessi, che saranno proporzionati agli interessi su base annua, nei novanta giorni. A fine giugno, così, la banca chiuderà il secondo trimestre, applicando gli interessi trimestrali sulla somma erogata in prestito più gli interessi maturati già al 31 marzo, dando vita al fenomeno dell’anatocismo bancario, ossia dell’applicazione degli interessi sugli interessi.

Tale pratica è stata di recente considerata illegittima, in quanto contrasta con il principio di reciprocità, in quanto quando gli interessi maturano in favore del cliente, la banca in Italia non è solita fare maturare gli interessi sugli interessi.

In definitiva, nel caso abbiamo ricevuto un prestito da una banca, il calcolo del valore assoluto degli interessi è dato dalla differenza tra la somma delle rate pagate e il credito ricevuto, ma dopo avere avuto cura di avere sottratto le altre spese del finanziamento (notarili, di istruttoria, assicurative, etc.).

Stessa situazione, in caso di interessi attivi (in favore del cliente), tenendo in considerazione che dalla somma nominale totale ricevuta, bisogna sottrarre oltre alle spese di bollo, etc., anche l’imposta (oggi ancora al 27%, ma si parla di un prossimo 20%) che grava sugli interessi.